giovedì 15 gennaio 2015

volatilità

Stavo pensando che una buona parte di quello che faccio nell'arco di una giornata è comandato dalla volatilità che rende ciò che ho in programma un'incognita fino a quando non sono riuscito a portarla a termine.
Cioè, sono io che vedo male o è proprio così? È pressoché inutile programmare una giornata che nel novanta per cento dei casi andrà diversamente da quanto avevi deciso di fare.
Quindi mi chiedo che senso ha il programmare le cose così come ci dice la nostra società. Che senso ha programmare qualcosa quando so che con buona probabilità succederà un evento che mi costringerà a cambiare buona parte dei miei programmi che magari dovranno ancora essere cambiati?
Quello che mi lascia un po' perplesso è che pare che senza organizzarci non possiamo fare niente.
Il problema è che non siamo organizzati neanche quando lo siamo. Forse.

raccontacelo@gmail.com

3 commenti:

  1. Ciao Stefano ciò mi consola...è una vita che provo ad organizzarmi mai mantenuto la linea di marcia,mai riuscita.
    Ciao

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  2. I programmi sono come le regole: devono essere infranti.
    E' sempre così, più si schematizza il tutto, meno siamo in grado di seguire le varie tappe che ci prefiggiamo di raggiungere di volta in volta.
    E' proprio la vita così: ti segni un percorso e lei te lo stravolge come le pare, sia nel piccolo delle tue giornate sia in un contesto più grande.
    Tuttavia farsi dei piani serve sempre, giusto per avere un po' di punti di riferimento..Poi magari il programma di oggi può diventare quello di domani, chissà ^.^

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  3. Sapete che avete ragione? Mettendo insieme i vostri commenti posso dire che avete fatto il punto della situazione preciso.
    Neanche io sono mai riuscito ad organizzarmi come avrei voluto, come dice Carolina e non sono mai riuscito proprio perché i programmi devono essere infranti come dice Stella.
    Me ne farò una ragione allora..almeno spero!
    Grazie a tutte e due!

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