martedì 26 febbraio 2013

Sensazione

Non riesco a dare un nome a quella sensazione che si prova quando ci si sente fuori da sé. È quella sensazione che ti fa sentire come l’unica persona ad avere un problema, che ti spinge a cercare il confronto diretto ed una parola buona. Quella sensazione che comunque, per quanto bene ricevi da chi hai intorno, non passa. È quella sensazione che si posa nello stomaco e per il peso che ha fa corrucciare fin lo sguardo.  Non conosco il nome di questa “cosa” che ci permette di pensare soltanto in grigio e che si sente forte ad ogni respiro. So, però, che è molto particolare perché poi, ad un certo punto, passa così come è venuta e non ci si spiega. C’è chi la chiama ansia, chi paura, chi stress, ma nessuna di queste definizioni mi soddisfa appieno.
Io la chiamo malessere, ma la genericità della definizione non rende giustizia alla capacità che ha questo stato di essere così presente.
In questa personale analisi sto cercando delle risposte, ma alle volte mancano le basi anche solo per farmi le giuste domande. Quando mi trovo di fronte a situazioni di questo genere non nascondo la preoccupazione. Quello che mi preoccupa e spaventa è che esistono sensazioni che hanno la capacità di stare con la stessa intensità per il tutto il tempo. E’ questo stare che è devastante. È come la goccia che pian piano fa il buco. Se il paradosso del mentitore è vero chi mi dice che non ne esistano altre di sensazioni simili?
raccontacelo@gmail.com

martedì 19 febbraio 2013

Pagina degli ospiti

Oggi nasce la pagina degli ospiti! Vi invito a guardarla e a produrre dei pensieri per riempirla!!!

mercoledì 13 febbraio 2013

osservazione

Che dire, oggi mi trovo a vivere un momento strano della mia vita. Mi trovo ad essere combattuto tra quello che devo fare e quello che mi dicono di fare. La cosa brutta è che non si tratta delle stesse cose e, anzi, molte sono discordanti. La cosa forse ancora più brutta è che devo farle indipendentemente da questo.
E’ un periodo in cui nonostante io viva giorno per giorno (o forse proprio per questo) riesco a passare da uno stato di estrema felicità ad un altro di estrema angoscia. Mi cambia la vita così da un momento all’altro senza apparentemente nessun motivo valido. Riesco poi a complicare il tutto vivendo male la felicità e bene l’angoscia. Mi trovo anche a dover far vedere che sono felice quando non lo sono e viceversa.
Sono tutte situazioni “normali” che fanno parte della vita di tutti i giorni, ma finora le avevo vissute soltanto singolarmente. Ora che sono lì tutte insieme ho bisogno di fermarmi ed osservarle, di analizzarle senza che scorrano così senza lasciare traccia (in fondo quello che sto vivendo mi caratterizzerà nel futuro e non posso permettermi di lasciarlo andare senza almeno darci un’occhiata). E allora succede che mi trovo spettatore della mia vita, spettatore attento. Così imparo.

mercoledì 6 febbraio 2013

Idea

Anche oggi soltanto uno spunto, nulla di che, un'idea su cui riflettere.

"Goditi potere e bellezza della gioventù, non ci pensare: il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite ma credimi, tra 20 anni guarderai quelle tue vecchie foto in un modo che non puoi immaginare adesso; quante possibilità avevi di fronte e che aspetto magnifico avevi. Non eri per niente grasso come ti sembrava. Non preoccuparti del futuro, oppure preoccupati, ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica. I veri problemi della vita sono quelli che non ti erano neanche passati per la mente, di quelli che ti colgono di sorpresa, alle 4 di un pigro martedì pomeriggio. Fa una cosa ogni giorno che sei spaventato: canta! Non essere crudele con il cuore degli altri, non tollerare la gente che è crudele col tuo. Lavati i denti. Non perdere tempo con l'invidia, a volte sei in testa, a volte resti indietro; la corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso. Ricordati i complimenti che ricevi, scordati gli insulti. Se ci riesci veramente, dimmi come si fa. Conserva tutte le vecchie lettere d'amore, butta i vecchi estratti conto. Rilassati. Non sentirti in colpa se non sai cosa fare della tua vita: le persone più interessanti che conosco a 22 anni non sapevano che fare della loro vita, i quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno. Prendi molto calcio. Sii gentile con le tue ginocchia, quando saranno partite ti mancheranno. Forse ti sposerai o forse no, forse avrai figli o forse no; forse divorzierai a 40 anni, forse ballerai con lei al cinquantacinquesimo anniversario di matrimonio; comunque vada, non congratularti troppo con te stesso, ma non rimproverarti neanche. Le tue scelte sono scommesse, come quelle di chiunque altro. Goditi il tuo corpo, usalo in tutti i modi che puoi, senza paura e senza temere quello che pensa la gente! E' il più grande strumento che potrai mai avere. Balla, anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno. Leggi le istruzioni anche se poi non le seguirai. Non leggere le riviste di bellezza, ti faranno solo sentire orrendo. Cerca di conoscere i tuoi genitori, non puoi sapere quando se ne andranno per sempre. Tratta bene i tuoi fratelli, sono il miglior legame con il passato e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro. Renditi conto che gli amici vanno e vengono, ma alcuni - i più preziosi - rimarranno. Datti da fare per colmare le distanze geografiche e di stili di vita, perchè più diventi vecchio, più avrai bisogno delle persone che conoscevi da giovane. Non fare pasticci con i tuoi capelli, se no quando avrai 40 anni sembreranno di un ottantacinquenne. Sii cauto nell'accettare consigli, ma sii paziente con chi li dispensa. I consigli sono una forma di nostalgia: dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte e riciclarlo per più di quello che vale. Ma accetta il consiglio, per questa volta".

dal film The Big Kahuna
raccontacelo@gmail.com