martedì 29 ottobre 2013

ascolto di sé

Cosa succede quando ci si trova in una situazione dalla quale si pensa di non poter uscire più? Cosa capita quando ad un certo punto ci si trova letteralmente sotterrati da una cappa di pesante negatività che governa le giornate? Cosa succede quando questa non si riesce per nessun motivo ad eliminare e sembra diventare parte di noi?

Cosa vuol dire quando ci si sveglia nel cuore della notte e si riesce a vedere nel buio quasi come se fosse giorno ed il primo raggio di luce (fosse anche la lucina rossa del televisore) dà così tanto fastidio da far bruciare gli occhi?
Cosa vuol dire quando si vive la propria vita sapendo perfettamente chi è la persona che abbiamo davanti anche se la vediamo per la prima volta? Come si può essere in grado di guardare gli occhi di qualcuno e capire perfettamente chi è?
Cos’è che succede davvero quando senti scorrere dentro di te un’energia oggettivamente negativa che però ti scalda le mani al punto che pensi stiano per scoppiare? Come fare a buttarla fuori?
Come si chiama quella cosa che riempie il cervello e lo manda quasi in tilt? Come si fa a liberarsene?
Di chi è quell’energia che senti vicina e che non hai ancora imparato a capire se è buona o cattiva?
Cos’è quella cosa che ti porti dietro e che ti fa un sacco di paura? Come si fa a liberarsene?
Perché il cuore batte anche sottopelle alle volte? Come è possibile che si possa sentirne il profilo appoggiando la mano sul petto?
Quale forza governa tutto ciò? Come fare a gestirla?

venerdì 25 ottobre 2013

mancanza

Eccomi nuovamente dopo un nuovo ed abbastanza lungo periodo di assenza. Come dicevo questo è per me un periodo abbastanza complicato, non per problemi, ma per difficoltà nel far coincidere molte attività.

In tutto questo io continuo la mia ricerca della felicità.

Una riflessione che ho in mente da qualche tempo ormai e che trasferisco così come mi si è proposta riguarda la negatività in generale. Cerco di spiegarmi meglio. Quello che noto è che praticamente nessuno condivide con le altre persone i momenti piacevoli, ma soltanto quelli spiacevoli.

Non esiste più la condivisione del positivo, ma soltanto del negativo, quasi come se ci fosse una gara a che soffre di più.

Non mi viene semplice da spiegare, ma credo di essere riuscito a trasmettere la sensazione.

E’ come se mancasse l’allenamento ad individuare gli aspetti positivi. Un semplice esempio può confermare quanto sto dicendo:

Se vi chiedessi di trovare dieci aspetti negativi e dieci positivi di voi, quali vi verranno più facili da individuare?

Facendo un analisi un po’ più approfondita scopriamo che la società in cui viviamo ci spinge a notare e far notare tutto ciò che c’è di negativo lasciando in disparte quanto invece di positivo è evidente.

Domanda: Non è questo un grosso impedimento alla felicità?

raccontacelo@gmail.com

giovedì 10 ottobre 2013

valore

Tratto da un dialogo:

"Tu hai detto che inizi a pensare di non meritare nulla. Hai usato un’espressione molto forte, troppo forse. Questa volta hai detto troppo.
Anche il più malato dei cani si merita una ciotola d’acqua fresca.
Come ti dicevo dovresti provare a vedere di cambiare il punto di vista. Non pensare sempre che se c’è un problema sei tu. Ci sono buone probabilità che quel problema ti riguardi, ma dall’esserne coinvolta all’essere il problema c’è ancora un po’ di strada che si deve fare.
Sii semplice! Vuoi ridere, ridi! Vuoi piangere, piangi! Ma non cercare di risolvere i problemi come se tu ne fossi sempre la causa. PERDI TEMPO!! E poniamo anche il caso che tu sia la causa del problema..riconosci lo sbaglio e risolvi. Ci vogliono 10 secondi a renderti conto se hai fatto una minchiata o no. Ma non di più. Perdere il tempo a pensare che non vali niente è tempo che nessuno ti darà indietro. UGUALE: tempo perso.
La mente umana è ingannevole. Riusciamo a prendere una cosa evidentemente stupida e a convincerci che sia corretta, ma non riusciamo a fare il contrario! Perché? Come diavolo è possibile che non riusciamo a vedere ciò che di buono facciamo?
Tu arrivi a pensare di non meritare nulla..ma non è come pensare che chi ti sta intorno non merita nulla? Le persone che hai intorno vivono di te (volenti o nolenti..per il buono e per il cattivo..per le lacrime e per il sorriso) e come può una persona che contribuisce a far vivere gli altri non meritare nulla? Come puoi pensare che si possa vivere senza di te?
Pensa per un secondo di sparire.
A chi dedicherei il mio affetto? Cioè..il mio affetto che è esclusivamente tuo? Non è vero che potrei dedicarlo ad un altro essere vivente, perché non è una parte di qualcosa che viene diviso e percentualmente distribuito ad un numero X di persone. E’ qualcosa che naturalmente nasce da me per te e cresce nella misura in cui tu lo alimenti. Diventa ciò che ti serve ed alimenta allo stesso tempo la mia fiammella. Se non ci fossi quella parte non esisterebbe e non contribuirebbe tutti i giorni a farmi crescere.
Ciò che nasce è perché non c’era. Non esiste una quantità al di là della quale tutto si interrompe. Non esiste un 100%. Ma solo qualcosa che cresce e si scambia, che diventa tutto un insieme e che è necessario. E tutto perché? Perché un giorno qualcuno entra in qualche modo nella vita di qualcun altro.
Come può non meritare nulla una persona che fa questo? Come puoi pensare di non meritare nulla?
Cosa vuol dire non meritare nulla? Cos’è il qualcosa che dovresti meritare e che ti manca?
Il fatto che ci sia un problema non vuol dire che smetti di meritare qualcosa. Significa solo che c’è un problema che va risolto. Sii semplice. Risolvilo e ti sembrerà magicamente di tornare a meritare tutto quello che oggi ti manca."